Diciamo che dal punto di vista scientifico non esiste forse frase meno azzeccata di questa.
Viviamo in una società nella quale siamo pensati a credere che la vita frenetica e immersa nel
lavoro sia cosa buona e giusta, tanto da arrivare a farci sacrificare preziose ore di sonno.
Dobbiamo invece rivedere il pensiero comune e considerare il sonno come un arma a nostra
disposizione per vivere in salute ed armonia con il nostro corpo e la nostra mente, smettendo di
pensare che dormire 8 ore a notte o fare una “pennichella” di 15 minuti dopo pranzo sia una
colossale perdita di tempo.
La comunità scientifica è concorde nell’affermare come un sonno scadente provochi effetti negativi
tanto quanto la sedentarietà e l’assenza di esercizio fisico.
Se da un lato è importante sottolineare quindi il sonno come pratica inserita all’interno del nostro
benessere quotidiano, dall’altro dobbiamo considerare chi vorrebbe dormire, ma purtroppo non ci
riesce.
Quando è corretto parlare di insonnia?
Il 30% della popolazione mondiale soffre di insonnia occasionale, il 9% di insonnia cronica, ossia
quando accade almeno 3 volte a settimana e per almeno 1 mese.
Le cause sono diverse, tra cui principalmente un’alterata funzionalità dell’asse ipotalamo-ipofisi-
surrene, coinvolto nella regolazione dei livelli di cortisolo e quindi dello stress, alterati livelli di
progesterone ed estrogeni come ad esempio nella donna in gravidanza, calo fisiologico nella
produzione di melatonina, ormone coinvolto nella regolazione del ciclo sonno-veglia.
Molto spesso all’origine del problema è una combinazione di questi fattori per cui è bene porsi
delle domande per analizzare il problema fino in fondo.
“Ho difficoltà ad addormentarmi?”
“Mi sveglio la mattina e sono già stanco?
“Mi sveglio frequentemente durante la notte?”
Alla luce delle indagini svolte è utile conoscere quelle che sono delle abitudini funzionali ad una
corretta “igiene del sonno”
Ricordiamoci che il ricorso, soprattutto se frettoloso, ai farmaci per l’insonnia porta al cronicizzarsi
del problema e non alla sua risoluzione. Sembra un paradosso, ma è così.
Anche l’utilizzo della melatonina stessa, per quanto possa essere vista come panacea di tutti i mali
e presidio fondamentale per contrastare il “jet lag”, in alcuni casi potrebbe non essere sufficiente,
per non dire inutile.
Da dove partiamo allora?
Da alcuni semplici regole che se applicate con costanza possono innescare un sonno fisiologico –
vediamone alcune:
sonno e capacità di scambiare ossigeno con l’esterno. Arrivare a una respirazione di 6 atti al
minuto pare incidere positivamente sul riposo;
A tal riguardo ricordiamo la teoria dell’allodola e del gufo: ognuno di noi ha una predisposizione
genetica ben precisa riguardo i comportamenti legati al sonno.
Alcuni di noi si alzano presto la mattina e sono subito pronti a svolgere le attività giornaliere,
saranno poi gli stessi che andranno a letto presto la sera: stiamo parlando delle allodole , i
cosiddetti “mattinieri”.
Dall’altra parte ci sono i “gufi”, faticano a svegliarsi la mattina ma sono super attivi di notte!
Vien da sè che per esempio, per chi è allodola, sarà più facile allenarsi o mettersi al lavoro la
mattina, diverso invece per i gufi per cui sarà più facile allenarsi e svolgere incombenze nella
seconda parte della giornata.
Tutto questo va accettato, è la nostra natura ad imporlo e quindi va adeguato a seconda delle
nostre esigenze.
E tu sei allodola o gufo?
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